Il cuore gentile della Turchia

Questo post sarà diverso dagli altri, lasciamo da parte la descrittività paesaggistica e tuffiamoci Ankaraemotivamente nei ricordi di Elisa, specializzata in medicina legale, futura criminologa e nostra amica della pagina Facebook del blog. Questa è la sua Turchia. Non vi aspettate info di viaggio dettagliate o dei “dove”, “come” e “quando” da appuntare sull’agenda dove scrivete i vostri propositi per le prossime partenze. Per entrare nello spirito di questo racconto basta prendersi cinque minuti per sé: leggere e poi chiudere gli occhi immaginando di essere in uno dei Paesi più belli del Medioriente, dove le risorse, la generosità delle persone e la storia diventano il fluido magico che rende così affascinante una Nazione spesso incoerente e dalle vive contrapposizioni.

Turchia: per te una scintilla d’amore accesa da piccola..
I miei viaggi in questa terra iniziarono nel lontanissimo 1991 con mamma e papà, visitando la magica Istanbul e passando per Kusadas “la città degli uccelli” ed Efeso.
IMG_2361elma nuovoI ricordi di quell’epoca sono un po’ nebulosi, ma alcune cose mi tornano in mente come ad esempio lo stupore e l’incanto negli occhi delle donne che fuggivano furtive allo scatto della macchina fotografica, concedendosi però, gentilmente e previa richiesta, a qualche click.

E’ stato un Paese che hai riscoperto negli anni!
Con il mio compagno nel 2011 abbiamo fatto una settimana ad Istanbul, poi dopo essere tornati a casa per 45gg e siamo partiti e rimasti ad Ankara per un mese o forse più. La Turchia mi ha ri-conquistata e se torno indietro nel tempo ho ricordi vividi e luccicanti.

Riviviamo insieme la tua esperienza turca?
La mia prima tappa nel viaggio del 2011 è stata ancora una volta Istanbul. Qui, soggiornando in un bellissimo hotel visitai, nuovamente, le moschee principali.
Restai folgorata dalla bellezza della moschea Blu e dalla squisitezza di una giovane donna mi insegnò ad allacciare il velo per coprirmi secondo le loro tradizioni.
Ho vissuto la città con occhi nuovi ammirando la Moschea di Santa Sofia e la Torre Galata… mi ricordo un succo di melagrana, dolcissimo ed aspro allo stesso tempo, fatto almomento da un tenero vecchietto: è il sapore che associo quando ripenso a questi luoghi.

Dopo Istanbul, Ankara.
Da lì mi spostai ad Ankara, affittai la macchina e visitai tutta la città. ankara
Iniziai dalle parti centrali e più popolari: Moschee, Mausoleo di Ataturk e i monumenti principali. Ma non è questo ad essermi rimasto nel cuore. Io amo i luoghi dove si respira la vera aria del Paese. Le cose artificiali non mi piacciono.

Ci racconti dove si svolge la vera vita della città?
Non ho dubbi: la cittadella. E’ la parte antica e decisamente più povera. Qui nuvole di bambini giocavano con una vecchia ruota, chi con un tappo, chi con un pallone, impauriti di rischiare di colpire la mia macchina fotografica.
Donne anziane vendevano pizzi e tessuti, senza insistenza, senza malizia.
Ad un certo punto, una piccola e diroccata casa rapì la mia attenzione tanto da spingermi ad entrare. La gentile padrona di casa mi offrì un tè caldo con una sorta di frittata con patate e cipolla ma leggermente dolce. I tantissimi gatti camminavano sul tetto, dove io, tra vecchi tappeti e sedie antiche, sorseggiavo quel tè. Questo è il mio ricordo più vivo.La disponibilità delle persone turche mi disarmò più volte.IMG_2490elma

E’ la gentilezza di un popolo che ha poco, troppo spesso lo dimentichiamo, ma che offre ciò che può con estrema naturalezza.
Una volta in un baracchino nella piazza centrale di Ankara ordinai un balik ekmek, un panino con le sarde fritte. I tavolini erano pochissimi e tutto era occupato. Io e il mio compagno ci appoggiammo ad un palo a mangiare il panino, ma nel giro di qualche minuto due uomini, che stavano consumando il loro pasto, si alzarono e ci fecero sedere dal momento. Un gesto di grande gentilezza e soprattutto non usuale in altre parti del mondo. La disponibilità dei turchi la ricordo anche per un giovane ragazzo, Abdullah che mi portò diversi pasticcini, presi ogni giorno nella pasticceria Elizin, moderna e con una varietà di prodotti incredibile, ogni mattina, per quasi un mese. Sono attenzioni che non siamo abituati a ricevere nel mondo occidentale, soprattutto perché qui sono atteggiamenti naturali, senza secondi fini.

Non sei più tornata in Turchia?
Siamo ripartiti per Ankara ma abbiamo visitato anche Avcilar, quartiere di Istanbul. Giorni di viaggio? Altre quattro settimane.
Anche questa volta ci siamo sempre spostati in macchina: ci piace girare così in ogni parte del mondo per vedere ciò che vogliamo in libertà, con gli occhi del viaggiatore, non del turista.
Che dire di Avcilar? Semplice, con molti studenti e mamme con i passeggini all’aperto fino a tarda ora. Negozi moderni e occidentali.

In Turchia immaginiamo anche il mangiare diventi un’esperienza sensoriale..
Che dire?! Mangiai benissimo ovunque, sia nei ristoranti “in”, che nei baretti, che nei Kebab da strada. I piatti più frequenti sono kebab, o roll kebab, zuppe (ciorbe) di vario tipo come ad esempio ai ceci o al pomodoro.
Adorabile il simit, una specie di cerchio di pane croccante con semi di sesamo, venduto nei furgoncini IMG_0807elmalungo la strada ed incartato con una pagina di quotidiano.

Gli oggetti che ti fanno tornare indietro nel tempo legati a questa terra?
Per non dimenticare la meravigliosa Turchia ho portato mille souvenir. La sabbia in primis che non la scordo assolutamente. Un piumone fantastico per il letto, dei piatti in argento, “portacaramelle”, delle scatoline fatte a mano, una ciotola fatta a foglia di vite in argento, bellissima…

Perché la Turchia ci rapirà il cuore?
E’ un’esperienza meravigliosa, in un paese incantevole. La gente ha una cultura molto diversa dalla nostra ma senza dubbio affascinante e sorprendente. E’ un viaggio che può fare davvero chiunque. Non c’è delinquenza ma ricordo molto rispetto e disponibilità. Purtroppo devo parlare al passato perché ho paura che ultimamente le rivolte politiche abbiano cambiato il sistema e si stia diventando meno “aperti” alla cultura occidentale.
Nonostante quest’ultimo appunto, di questo viaggio porto nel mio cuore tantissime cose, quella che mi ha colpito di più è la disponibilità delle persone, la loro genuinità. Forse il momento più empatico è per me quando una signora perfettamente sconosciuta ci ha accolto in casa sua nel povero quartiere della cittadella offrendoci tè e frittata.

Dopo la Turchia, ti piacerebbe scoprire il Tibet? Clicca qui per vedere il primo giorno di viaggio di Markpic3

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