Incantevole Portovenere

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All’ultimo momento, come spesso succede, abbiamo deciso di trascorrere tre giorni a La Spezia per andare a trovare un amico e per visitare i dintorni che non avevamo mai visto: questa è la nostra esperienza!chiesa san pietro bis.quelliconlavaligia
Per poter goderci tutta la giornata, siamo partiti da Roma Termini la mattina alle 06.57 (non siamo mattinieri, quindi siamo pazzi, è accertato!) con un Freccia Bianca prenotata con poco anticipo e pagata intorno ai 29 euro.  Il viaggio è stato comodo e  alle 10.30 eravamo già a La Spezia.
Appena arrivati abbiamo contattato subito la proprietaria del B&B che avevamo prenotato qualche giorno prima attraverso un sito di couponingDopo averla attesa a lungo all’indirizzo segnalato aspettando che finisse la sua lezione in palestra, siamo riusciti ad incontrarla.  E’ stata gentile e scusandosi per il tempo trascorso a vuoto ci ha cambiato stanza, rispetto a quella dove avremmo dovuto alloggiare in via Napoli, per una molto grande e curata in Via Cavour adiacente all’omonima piazza, cuore del mercato della città.aver posato i nostri bagagli in camera. Abbiamo incontrato il nostro amico in Piazza che ci ha portato a pranzare in un luogo suggestivo per la vista su portovenere e riservato a pochi. 

Vista dal rifugio, Isola di Palmaria
Vista dal rifugio, Isola di Palmaria

Si trattava di un rifugio, il Muzzerone”, conosciuto per la scuola di arrampicata, ma soprattutto per il panorama: da qui complice la splendida giornata di sole, si possono vedere chiaramente il porticciolo di Portovenere e l’Isola di Palmaria.

 

Finalmente Portovenere

A fine pranzo ci siamo incamminati proprio verso Portovenere . Il paesino è molto grazioso. Subito ci si imbatte nelle caratteristiche casette colorate,affacciate a specchio sull’acqua. Per chi fosse interessato a vedere l’Isola di Palmaria e di Tino, riserva naturale, da qui partono le imbarcazioni turistiche per visitarle.

Dopo aver mangiato un gelato e aver goduto della piacevole vista sulla piazzetta del porto, ci siamo diretti alla scoperta del posto.
Abbiamo varcato Porta del Borgo: alte mura medioevali che limitano l’accesso alla città antica. L’interno è assai diverso dallo scenario iniziale. Ci si imbatte in vie molto piccole, strette e buie che creano un affascinante contrasto con l’area del porto. Qui è possibile acquistare souvenir come calamite e prodotti locali.
La strada è tutta in salita. Non c’è spazio per i pelandroni, ma bisogna camminare e salire le tante scale per raggiungere la Chiesa di San Lorenzo. In realtà non c’è gran che da dire sulla chiesa, se non il fatto che dallo spiazzale difronte si intravede già, guardando verso il basso, la Chiesa di San Pietro, che abbiamo visitato successivamente, e che il 17 agosto, qui si celebra la festa della Madonna Bianca, protettrice della cittadina.
Continua “l’arrampicata” fino a giungere a Castello Doria, che purtroppo non abbiamo potuto visitare perché chiuso.

vista sul golfo di La Spezia
vista sul golfo di La Spezia

La chiesa, che si affaccia sul golfo di La Spezia, è incassata tra le rocce a lastroni della scalinata attraverso la quale si può accedere al suo interno.
Ci è piaciuto moltissimo il fatto che sia stata costruita nella roccia. La sua architettura esterna la rende davvero caratteristica e diversa da tutte le altre attrazioni che sono presenti a Portovenere, seppure lo stile rimanga pressoché simile. La struttura di San Pietro nacque per essere il tempio votivo alla dea Venere Ericina e nel V secolo divenne in una piccola basilica paleocristiana di tipo siriaco. A testimonianza dei diversi stili che hanno segnato la chiesa, sono i blocchi di pietra che le fanno da base.

Nei dintorni di La Spezia
Tornando verso La Spezia, ci siamo fermati per passeggiatina lungo il piccolo porticciolo de Le Grazie, a circa un km da

Porticciolo de Le Grazie
Porticciolo de Le Grazie

Portovenere.
Il borgo è davvero piccolo, non c’è molto da vedere, ma per sgranchirsi le gambe e rilassarsi con la vista delle barche, è perfetto.
Ci siamo stesi per poco sulla spiaggia di sassi antistante il piccolo porticciolo, fin quando il cane del nostro amico non si è tagliato con dei sassi su una zampetta e siamo quindi andati a medicarlo in un luogo asciutto.
Prima di tornare in città, abbiamo fatto un’ultima sosta a San Terenzio, dove siamo stati per breve tempo, dato che la sera stava sopraggiungendo. Dopo una mini passeggiata tra gli stabilimenti balneari che stavano chiudendo ci siamo fermati, per goderci gli ultimi raggi di sole e la vista da lontano del castello di Lerici, su un muretto di grandi sassi tra la piazzetta e il mare. Molto rilassante.

Da portare con sé
Non possono mancare occhiali da sole, abbigliamento a strati (si passa da sole accecante a pioggia improvvisa), scarpe comode e macchinetta fotografica.

Dopo Portovenere, perchè non visitare anche le cinque terre? Ecco quello che c’è da sapere.

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