Il Sudafrica di Nando: Il mal d’Africa esiste davvero

Questo è il racconto di un’esperienza unica vissuta dal nostro amico Nando Nunziante, profondo conoscitore della Nazione Arcobaleno, che ci ha regalato le emozioni del suo straordinario viaggio in Sudafrica da cui è nato un interessante reportage che speriamo di poter vedere presto anche sul piccolo schermo.
Un affascinante itinerario attraverso una terra che pochi conoscono e che trasmette sensazioni uniche tra la nuova evoluzione sociale della sua metropoli Cape Town e le meraviglie naturali che la incorniciano. Unico è infatti quello che Nando ci ha descritto:

Tramonto sudafricano. quelliconlavaligia“Per chi è abituato alle comodità dell’Occidente, ma vuole avvicinarsi alle “scomodità” del continente nero è meglio cominciare dal basso. Il Sudafrica, infatti, è sicuramente il più occidentale fra i Paesi africani. Si possono vivere tutte le suggestioni che solo l’Africa sa offrire ma si ha anche l’Occidente più o meno sempre a portata di mano…

Una città lasciata e ritrovata.
La prima volta che ci sono andato fu nel 1990. Da buon biker noleggiai una moto sulla quale ho scorrazzato in una della lande più incredibilmente varie del globo terracqueo. Anche se stava ormai per sgretolarsi, all’epoca c’era ancora l’apartheid: bianchi da una parte, neri dall’altra. Tutto vero, a fine ventesimo secolo.
Quando ci sono tornato quest’anno l’apartheid era solo un brutto ricordo. Paradossalmente, però, in alcuni quartieri periferici delle città prima ci si sentiva più sicuri perché c’erano controlli stringenti. Oggi bianchi e neri fondamentalmente non hanno ancora molta fiducia gli uni degli altri. Comunque vederli insieme mette i brividi, considerando che appena vent’anni fa era impossibile. Chi vive meglio, come sempre, sono i giovani che non hanno fra i loro ricordi sbiaditi le panchine solo per i bianchi o le spiagge-ghetto solo per i neri…

Cape Town, capitale rinnovata
Prima tappa Cape Town, per me una delle tre città più belle del mondo, insieme a Sydney e Rio de Janeiro. Non considero la nostra Cape Town, Sudafrica. QuelliconlavaligiaItalia, il Belpaese per eccellenza…A Città del Capo vivono tre milioni e mezzo di persone. Lo skyline della città è inconfondibile, a fare da scenografia naturale è la Table Mountain, una delle sette meraviglie della natura nel mondo. Una montagna con una cima piatta come una tavola dove si posano le nubi che tutti chiamano “la tovaglia”. Quello della Table Mountain è uno dei tanti parchi naturali del Sudafrica, un puzzle di scenari diversissimi. Si può e si deve salire in cima con una funicolare. La vista è mozzafiato: la città, le spiagge, le insenature, le colline…
La città è una delle mecche del design (quest’anno addirittura capitale mondiale del design). C’è il castello di Buona Speranza, l’edificio europeo più antico di tutta l’Africa che venne costruito sul mare ed oggi è a tre chilometri e mezzo dalla costa…Bo Kaap, il quartiere malese, è coloratissimo e trendissimo, amato soprattutto dagli artisti. Per chi vuole saperne di più sulla vergogna dell’apartheid, il museo del District 6 (quartiere da cui vennero fatti sgomberare 60 mila neri in pochi giorni) è l’ideale.
Il fulcro della vita e della nightlife è il Waterfront Victoria& Albert. Lo avevo lasciato 25 anni fa come un vecchio porto malandato, oggi è un mini-universo colorato che pullula di locali, megastore e ristoranti per tutti ma proprio tutti i palati e portafogli. Numero uno per me, ovviamente, “Il meloncino”, italianissimo e con vista su Table Mountain e porto impareggiabile, soprattutto di notte.
Trovare da dormire vicino al Waterfront è l’ideale.
Cape Town è una città che avvolge. Se poi si va in una delle sue spiagge, Camps Bay su tutte, non vorresti mai andare via: 12 Apostoli, dodici speroni di roccia molto coreografici, incorniciano una distesa di sabbia bianchissima sull’Oceano Atlantico…a due passi dalla città! Attenzione, però… i tanti lupi di mare in circolazione devono sapere che l’oceano non è come Adriatico, Tirreno o Jonio, è un po’ più freddino e, soprattutto, non si possono fare grandi nuotate al largo…meglio mantenersi a riva e non sottovalutare le onde, anche quelle che appaiono più innocue…per un mercoledì da leoni meglio il Mediterraneo!

Oltre Cape Town, itinerari d’autore
Da Cape Town ci si può imbarcare anche per Robben Island, l’isola del penitenziario di massima sicurezza dove Mandela fu detenuto per 18 anni, oggi patrimonio Unesco. Un luogo dove bisogna andare per riflettere, come al museo del District 6. Nei 12 chilometri dalla città all’isola, poi, potrete scattare le foto più belle, quelle da cartolina, di Città del Capo.
Sudafrica. quelliconlavaligiaA una sessantina di chilometri a sud di Cape Town c’è la spiaggia di Boulders che ospita la colonia più numerosa di pinguini del continente…una tappa da non perdere!
Proseguendo verso sud ecco il Capo di Buona Speranza, un altro parco naturale, un luogo leggendario…anche qui funicolare e poi su verso una vista incomparabile, quella che stregò l’Olandese Volante fino a diventare la sua ossessione.
Ma il vero finis terrae del continente nero, in realtà, è un altro, meno famoso, normalmente fuori dagli itinerari turistici: è Cape Agulhas. Per arrivarci bisogna percorrere circa 230 chilometri da Cape Town, ci vogliono almeno 4 ore, ma si attraversano scenari che si spalancano diversissimi quasi ad ogni curva. Un mosaico irripetibile, dalle praterie alle foreste, dai vigneti alle colline rosse, dalle distese di sabbia bianca alle montagne verdi…l’obiettivo del viaggio non è la meta ma viaggiare, questo tragitto ne è l’ennesima indimenticabile prova. A Cape Agulhas gli alberi sono piegati dal vento, i flutti dell’Oceano Atlantico e di quello Indiano si incontrano, anzi si scontrano impetuosi. E’ la fine del mondo, lo senti…più a sud c’è solo il Polo Sud…abbiamo voluto arrivarci poco prima del tramonto, rimarrà per sempre uno dei miei luoghi dell’anima…difficile davvero andar via. I Capi sono sempre stati una mia passione ed ogni volta che ci torno, quasi calamitato, mi chiedo perché, forse è la sete naturale ed istintiva di infinito, di orizzonti che si perdono…
Ma bisogna tornare con i piedi per terra, purtroppo, ed allora riecco la Garden Route, la strada panoramica più bella del Sudafrica, circa 500 chilometri da Cape Town a Port Elizabeth. Si toccano varie città, vi consiglio di fermarvi almeno a Mossel Bay, Wilderness e Plettenberg Bay ma c’è da camminare, non è autostrada. La lentezza, però, saprà ricompensarvi con immagini che rimangono scolpite negli anfratti più profondi della memoria.

Safari? Qui non è un’esperienza da turisti
Il Sudafrica è la Rainbow Nation, la “nazione arcobaleno” con 11 etnie e ben tre capitali: Cape Town, Johannesburg e Bloomfontein, vi dico solo che sono tornato (e lo farei altre 22 volte) solo a Cape Town. Altra città da vedere, invece, è Durban, sulla East Coast, anche se non è sicurissima perché molto turistica. Anche la costa a nord di Cape Town è moto suggestiva, maSudafrica. quelliconlavaligia merita un viaggio a parte.
Quella che invece non si può proprio mancare è l’esperienza con il safari…a due ore e mezza da Cape Town c’è la Sanbona Wildlife Reserve dove, con un po’ di fortuna, si possono avvistare rari esemplari di leoni bianchi. A nord-est, invece, c’è il leggendario Kruger, il parco più grande del Sudafrica (c’ero già stato nello scorso viaggio e mi aveva ammaliato, ma quest’anno ho scelto una Riserva Privata, il Kapama River Lodge, in piena foresta).
In Sudafrica non è come nell’Africa nera, dove gli orizzonti sono quasi sempre a perdita d’occhio e gli animali si vedono talvolta solo col binocolo: qui c’è più vegetazione, meno deserto, la savana è più “a portata di mano” e gli animali si vedono più da vicino, vicinissimo se si è fortunati. Tutti sulle tracce dei Big Five (leone, elefante, rinoceronte, bufalo ed il difficilissimo leopardo che se ne sta sempre sugli alberi o inguattato nell’erba in attesa della preda) che sono anche sui rand, le banconote. Li abbiamo visti tutti ed anche giraffe, zebre, cudù, cobo, impala, ippopotami, avvoltoi e tanti altri ancora, comprese un branco di iene in piena notte…già, perché le ore migliori per i safari sono l’alba e, in assoluto, la notte. Abbiamo fatto un’indimenticabile sosta di qualche minuto in un’ampia radura dove “pascolavano” tanti animali mentre tramontava il sole ma c’era anche la luna piena: l’Africa è magica! I colori sembrano quasi “nuovi”!
Essendoci stato tante volte e in tanti luoghi diversi vi assicuro che il mal d’Africa non è un’invenzione letteraria ma bisogna lasciarsi andare, per me ogni volta è sempre come la prima, tutto ricomincia, come per incanto e l’incanto non si può spiegare fino in fondo…è un mistero, si sente…ma è inconoscibile, come quello della vita…”

Vuoi scoprire anche il Sudafrica dei Safari? La natura qui è tutta da ammirare, basta un click.

Vuoi portare un pò di Sudafrica in tavola? Ecco la ricetta del Bobotie!

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